Stealth startup
Una nuova azienda che sceglie deliberatamente di non comunicare pubblicamente prodotto, posizionamento e team finché non raggiunge una soglia interna di maturità. Termine di origine aviation.
40 termini chiave del mondo stealth e AI applicata, definiti in italiano.
Una nuova azienda che sceglie deliberatamente di non comunicare pubblicamente prodotto, posizionamento e team finché non raggiunge una soglia interna di maturità. Termine di origine aviation.
Lo stato operativo di un’azienda in fase silenziosa. Sui profili LinkedIn è anche un’etichetta usata dai founder per segnalare lavoro su nuovo progetto senza dichiarare i dettagli.
La prima versione del prodotto sufficiente a dimostrare la tesi del founder. In stealth è quasi sempre distribuito a un gruppo ristretto di utenti pilota.
Lo stadio di raccolta capitale che precede il seed round. Tipicamente 50K-500K euro, da family office, business angel, micro-fondi.
Primo round istituzionale significativo. Tipicamente 500K-3M euro, guidato da fondi seed specializzati.
Round successivo al seed, usato per scalare il prodotto già validato. Tipicamente 3M-15M euro in Europa.
L’evidenza misurabile che il prodotto funziona sul mercato. Tipicamente espressa in MRR, utenti attivi, retention.
Il cambio sostanziale di direzione strategica di una startup. In stealth il pivot è economicamente meno costoso perché non c’è ancora un’aspettativa pubblica da gestire.
Il grado di affinità tra il founder e il mercato che vuole servire. Si misura con esperienza pregressa, network, comprensione delle dinamiche di settore.
Il momento in cui il prodotto risponde a un bisogno di mercato in modo difendibile. Spesso si riconosce dal crescere spontaneo della domanda.
Il numero di mesi di vita operativa restanti a parità di burn rate attuale. La metrica più importante in qualunque fase pre-profittabilità.
Il consumo mensile di capitale di una startup. Si distingue tra burn gross (uscite) e burn net (uscite meno entrate).
Modello di finanziamento basato su risorse proprie e ricavi del prodotto, senza capitale esterno. Alcuni stealth bootstrap mantengono il silenzio per anni.
Programma di durata definita (3-6 mesi) che offre formazione, capitale iniziale e network in cambio di equity. Esempi: Y Combinator, Techstars, Nana Bianca.
Programma di lungo termine che offre spazi, mentorship e infrastruttura a startup early stage. Più lento ma meno intenso di un accelerator.
Fondo di investimento specializzato in startup ad alta crescita, in cambio di partecipazioni significative. Investe seed o serie successive.
Investitore privato che usa capitale proprio per investire in startup, spesso early stage. In Italia spesso anche advisor operativo.
Documento non vincolante che fissa le condizioni principali di un investimento. Anticipa il contratto definitivo.
La tabella che riassume la struttura di proprietà di una startup. Mostra chi possiede cosa, in quale forma di azioni, e quale percentuale.
Piano di stock option per dipendenti. In Italia disciplinato anche dalla normativa startup innovativa con vantaggi fiscali specifici.
Il momento e la sequenza con cui una stealth startup passa alla comunicazione pubblica. Vedi la pagina come uscire dalla fase stealth.
Evento pubblico in cui le startup di un acceleratore presentano il prodotto a investitori, partner, stampa. Spesso il primo segnale pubblico per una stealth in acceleratore.
Il momento del lancio commerciale pubblico. Per una stealth è il punto di arrivo di una sequenza di transizione coordinata, non un singolo evento.
La strategia con cui un prodotto viene portato sul mercato. Include canali di acquisizione, prezzo, posizionamento, pricing, vendita.
La descrizione del cliente ideale per il prodotto. Identifica settore, dimensione, ruoli decisionali, segnali di acquisto.
Il costo per acquisire un nuovo cliente, calcolato sommando spese marketing e vendita divise per i nuovi clienti del periodo.
Il valore economico totale stimato di un cliente per la durata del rapporto. Confrontato con CAC misura la salute del modello.
Il ricavo ricorrente mensile, tipico dei modelli SaaS. Misura più stabile di una singola fatturazione una tantum.
Il ricavo ricorrente annuo. Spesso usato per round Series A e successivi come metrica di riferimento.
La percentuale di clienti che abbandonano il prodotto in un periodo definito. Indicatore inverso di retention.
Approccio di prodotto in cui l’intelligenza artificiale è elemento strutturale, non aggiunto in seconda battuta. Diverso da AI-enabled.
Modello AI di larga scala (LLM, diffusion model, multimodal) addestrato su dati massivi e usabile come base per applicazioni verticali. Esempi: Claude, GPT, Gemini.
Il processo di adattamento di un foundation model a un dominio specifico, addestrandolo su dati propri. Costoso ma a volte necessario.
Tecnica in cui un modello AI recupera informazioni da una base documentale esterna prima di generare la risposta. Riduce allucinazioni e costi rispetto al fine-tuning.
La disciplina di formulare istruzioni efficaci per modelli AI. Spesso sottovalutata: la differenza tra un risultato mediocre e uno utile è quasi sempre nel prompt.
Approccio in cui modelli AI agiscono in modo autonomo verso un obiettivo, decidendo strumenti, passaggi intermedi, e risposte. Diverso dall’assistente conversazionale puro.
Pratica di gestione del ciclo di vita dei modelli AI in produzione: deploy, monitoraggio, ri-addestramento, versionamento.
Database specializzato per memorizzare e cercare rappresentazioni vettoriali (embedding). Centrale per applicazioni RAG. Esempi: Pinecone, Weaviate, Qdrant.
Rappresentazione numerica di un testo, immagine o documento, prodotta da un modello AI. Consente di misurare similarità semantica.
Il costo per ogni interrogazione di un modello AI in produzione. Variabile chiave nel pricing di prodotti AI. Si misura per token, per chiamata, per minuto.